Dott. Alberto Castello
Dott. Alberto Castello

TIC

I tic sono comportamenti rapidi e ripetuti in maniera spasmodica e ossessiva. Questo genere di problema ossessivo-compulsivo può essere egosintonico (il soggetto non è consapevole) o egodistonico (il soggetto è consapevole del comportamento e ne è disturbato).

Descrivere le varie manifestazioni dei TIC richiederebbe uno spazio ampio, perché la realtà supera l’immaginazione; si va dal più comune come mangiarsi le unghie (onicofagia) o arrotolarsi i capelli (tricotillomania), a fare rumori con la bocca o muovere semplicemente l’alluce dentro le scarpe.

Il DSM V, il manuale diagnostico più usato, li classifica in quattro categorie distinte: disturbo di Tourette, disturbo cronico da tic motorio o vocale, disturbo da tic provvisorio, e disturbo da tic non altrimenti specificato (NAS).La diagnosi per qualsiasi disturbo tic si basa sulla presenza di tic motori e/o vocali (Criterio A) ,la loro durata (Criterio B), l’ età di esordio (Criterio C), e l’assenza di qualsiasi causa conosciuta come un’altra condizione medica o l’uso di sostanze (Criterio D).

Nel corso dell’infanzia dal 4% al 19% dei bambini ne soffrono e spesso questi si vanno ad esaurire con lo sviluppo. Alcune volte questi vengono mantenuti in seguito ad una concatenazione di eventi. Il tic diventa un disagio nel momento in cui ostacola le altre aree della vita del bambino, come la scuola o la relazione con i pari e gli adulti.

Generalmente si dice che un’evento stressante o una situazione emotivamente pregnante, intensa o in relazione con qualche altro problema a livello psichico faccia aumentare il comportamento ossessivo. Vedremo in seguito come l’azione per contrastare il tic diverrà poi il problema.

Fra le terapie troviamo quella farmacologica con antagonisti selettivi dei recettori D2 (agiscono sulla dopamina) la cui efficacia ed efficenza è bassa, specie in relazione ai bambini; L’Habit Reversal terapia comportamentale che consiste in una serie di tecniche che aiutano il paziente a divenire consapevole dei tic e porre in essere “risposte alternative” come sostitute al comportamento problematico con così una riduzione graduale. Seppur valida come terapia dobbiamo ricordare che molto spesso i soggetti non sono consapevoli dei loro tic, sono gli altri che se ne accorgono, e inoltre che spesso si sente dire “che non si riesce a fare a non farli”; altre tecniche sono il rilassamento o terapie sempre su base comportamentali.

Il tic altro non è che un comportamento ossessivo. Usualmente il tic nasce per controllare uno stato d’ansia o paura in relazione ad un evento esterno o interno. Spesso sia chi lo perpreta sia chi gli sta attorno non conoscono tale evento scatenante. Le interpretazioni o afferenze fatte in merito, complicano il problema anziché risolverlo. Le tentate soluzione infatti, messe in atto per eliminare il tic sono quelle che lo poi lo alimenteranno creando così un circolo vizioso patologico. Esempio il continuare a suggerire di interromperlo porta i bambini a sentirsi inadeguati e sbagliati (nonostante loro continuino a ripetere di non sapere come smettere, allora si tira in ballo la volontà, il che li fa sentire ancora più sbagliati e senza volontà dato che non riescono) di conseguenza l’ansia aumenta e di riflesso il tic utile a placarla. La terapia Breve Strategica lavora in maniera indiretta con i bambini. I genitori divengono così gli artefici della soluzione del problema aiutando il loro figlio ed evitando stigmatizzazione e medicalizzazione del suo problema. In altri termini si struttura una strategia costruita ad hoc sul caso che interrompe le tentate soluzioni disfunzionali le quali divengono funzionali trasformando così il circolo da vizioso a virtuoso.

In termini di efficacia ed efficenza si parla di un risultato pari a 83% di casi risolti in poche sedute, con i primi miglioramenti visibili sin dalla prima generalmente.