Dott. Alberto Castello
Dott. Alberto Castello

Terapia Breve Strategica: Come funziona

Quando ci si presenta davanti un ostacolo o una difficoltà,  sia essa personale, relazionale o professionale, generalmente per risolverla utilizziamo una strategia apparentemente produttiva, in virtù del fatto di averla utilizzata in passato per una difficoltà simile. Si aprono così due scenari: il primo, dove la strategia scelta funziona e il problema è risolto in breve tempo, il secondo dove questo non accade. Qualora la nostra strategia non funzioni come ci saremmo aspettati, intensifichiamo i nostri sforzi in quella direzione, pensando alla nostra strategia come la più logica, ovvia, o l’unica possibile. Succede quindi che nonostante tutti i nostri sforzi l’ostacolo o la difficoltà è ancora lì presente, anzi si complica invece d’essere eliminata, trasformandosi così in un vero e proprio problema strutturato. Gli sforzi compiuti dalla persona, alimentano quindi il problema e sono chiamati “tentate soluzioni”. Spesso riconosciute dalla persona stessa come non funzionali, la quale sente di non riuscire a modificarle, sviluppando così una radicata sfiducia nella possibilità di un cambiamento della propria situazione problematica.

Da questa premessa si capisce come, rispetto alle tradizionali teorie psicologiche e psichiatriche, un terapeuta strategico si interessa della  “funzionalità” o “disfunzionalità” del comportamento delle persone invece di preoccuparsi della differenza fra “normalità” e “patologia”

Il terapeuta strategico si focalizza fin dal principio della terapia sul rompere  il circuito vizioso creato tra tentate soluzioni e persistenza del problema, lavora sul presente, su “come funziona” il problema, e sulla ricerca delle soluzioni invece delle “cause”. Cambiare la prospettiva del soggetto dall’originaria posizione rigida e disfunzionale, espressa nelle “tentate soluzioni”, ad una prospettiva più elastica e funzionale, con maggiori possibilità di scelta. In questo modo la persona acquisisce la capacità di fronteggiare i problemi senza rigidità e stereotipia, sviluppando un ventaglio di diverse possibili strategie risolutive.

Si tratta quindi di un intervento breve, di solito al di sotto delle 20 sedute, orientato all’eliminazione dei sintomi o dei comportamenti disfunzionali da una parte, e a produrre il cambiamento di percezione e reazione nei confronti della realtà, rendendolo radicale e duraturo.

Per raggiungere questo obiettivo nella maniera più efficace e rapida possibile, l’intervento strategico è di tipo attivo e prescrittivo e deve produrre risultati a partire già dalle prime sedute. Se questo non avviene, il terapeuta è comunque in grado di modificare la propria strategia sulla base delle risposte date dal paziente, fino a trovare quella idonea a guidare la persona al cambiamento definitivo della propria situazione problematica.